Tutto ciò che devi sapere sulla cessione del quinto

Nella vita quotidiana ci sono molte spese da affrontare e non sempre si ha la possibilità di avere a disposizione la liquidità necessaria. Per questa ragione l’unica strada da percorrere è quella del mutuo. Nel panorama dei prestiti personali, la formula più apprezzata è certamente la cessione del quinto, di cui si parla molto, ma ancora molti aspetti non sono conosciuti o chiari. In questo articolo si può trovare tutto ciò che c’è da sapere sulla cessione del quinto, spiegato punto per punto. Va precisato fin da subito che a rendere questa formula così interessante sono i tassi di interesse più bassi rispetto ai mutui del mercato e la possibilità di avere denaro senza fornire una giustificazione di spesa. Naturalmente i costi più contenuti sono dovuti al fatto che ci sono garanzie per la banca o la finanziaria di rientrare del proprio capitale. Infatti la rata viene direttamente detratta dal salario mensile o dalla pensione e il richiedente non deve così neppure preoccuparsi delle scadenze, lasciando l’incombenza al proprio datore di lavoro o all’ente previdenziale. Ma si deve procedere con ordine, per esaminare tutte le caratteristiche dei prestiti con la cessione del quinto, per comprendere bene chi, come e quando può presentare l’istanza per avere la liquidità utile ad affrontare le spese proprie e della famiglia, ordinarie e impreviste.

Le informazioni più importanti da sapere sulla cessione del quinto sono tre: si tratta di un prestito personale a tasso fisso, si rivolge a dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati, i requisiti sono rappresentati dal contratto di lavoro. Prima di esaminare ogni singolo dettagli è bene definire la cessione del quinto. Il mutuo mantiene lo stesso tasso di interesse per tutta la durata del contratto e viene rimborsato in rate mensili che non possono eccedere il 20% della retribuzione base o della pensione netta. Il rimborso deve avvenire tra 24 e 120 mesi, con alcune eccezioni di 12 mesi per i piccoli importi. Il prestito non è finalizzato, quindi non bisogna spiegare per quali spese si userà il denaro e neppure è necessario presentare preventivi e fatture per gli acquisti. Il rimborso del mutuo avviene con l’addebito diretto in busta paga o cedolino della pensione, quindi sono il datore di lavoro o l’ente previdenziale a trattenere la quota e corrisponderla a chi ha erogato il prestito, diventando corresponsabili con il richiedente del rispetto delle scadenze. Nelle tipologie tradizionali di mutuo è compito del cliente occuparsi dei pagamenti e quindi di ricordarsi le scadenze facendo i versamenti di ogni singola rata. La procedura è automatica e risulta essere decisamente più semplice da gestire.

Un altro punto importante della lista di tutto ciò che bisogna sapere sulla cessione del quinto riguarda i richiedenti, ovvero chi può presentare istanza per avere liquidità. I beneficiari possono essere dipendenti statali, parastatali, pubblici, privati e pensionati. Questi ultimi non possono avere contratti che finiscono oltre gli 85 anni di età. Tutti coloro che sono in possesso di contratti a tempo indeterminato possono ricorrere alla formula. Un po’ più difficile per chi è stato assunto a tempo determinato oppure lavora con altre formule contrattuali oppure ancora in modo indipendente. Spesso le società bancarie e finanziarie non accettano la possibilità di applicare la cessione del quinto per chi non ha solidità. Bisogna dimostrare di avere un reddito certo e continuativo e per chi ha un contratto a tempo determinato, non si può concedere un contratto di prestito che vada oltre la durata del contratto di lavoro. Va altresì sottolineato che vi è un obbligo di solidità anche per i datori di lavoro. Generalmente bisogna essere dipendenti di un’azienda che conta almeno 16 persone a libro paga, così da poter contare su una certa sicurezza sulla liquidità. Infatti a dover corrispondere le rate al posto del richiedente il prestito è l’azienda, che in alcuni casi potrebbe trovarsi in difficoltà economiche e non riuscire quindi a rispettare le scadenze. Banche e finanziarie, per concedere tassi di interessi bassi, devono essere certi di poter riavere il proprio capitale con il relativo guadagno.

Tra gli aspetti fondamentali da sapere sulla cessione del quinto ci sono proprio le garanzie. A differenza di altri prestiti, questa formula non richiede garanti o documentazioni atti a dimostrare rendite e proprietà. La vera garanzia è il Trattamento di Fine Rapporto per i lavoratori, mentre per i pensionati lo è appunto la pensione. I dipendenti che dovessero perdere il lavoro e quindi il salario da cui detrarre la rata, potranno ripagare il debito residuo con il TFR maturato. Infatti si deve, per chiedere la cessione del quinto, un certo numero di anni di lavoro, così da assicurare un certo ammontare del Trattamento. Le banche e le finanziarie propongono la sottoscrizione di polizze, che il cliente può scegliere autonomamente, per essere coperti in caso di perdita del lavoro o di infortunio, nonché per il rischio vita. L’assicurazione è obbligatoria e se si dovessero verificare i casi citati, la compagnia provvederebbe a saldare il debito sollevando gli eredi da qualsiasi onere. La polizza serve a coprire la parte che eccede il TFR maturato. Il premio viene pagato con la rata mensile della cessione del quinto. Infine è bene sottolineare che durante il periodo del rimborso del mutuo non è possibile chiedere anticipi sul TFR.

Dalle garanzie si evince facilmente quale sia la documentazione da presentare ai funzionari dell’istituto di credito. Si tratta, oltre alle copie della carta d’identità e del codice fiscale, di produrre la certificazione che attesta la posizione lavorativa e reddituale. Ci vogliono quindi, per i lavoratori, l’ultima busta paga e il modello Cud. Si devono ovviamente acquisire informazioni sull’ammontare del Trattamento di Fine Rapporto. Il pensionato deve fornire la documentazione anagrafica e personale, quindi l’ultimo cedolino della pensione e il modello Obis. Grazie a questi documenti è possibile determinare la condizione del richiedente. Il tutto si allega a un apposito modulo per presentare l’istanza. Andrà successivamente firmata una delega di autorizzazione per fare in modo che il datore di lavoro o l’ente previdenziale provvedano alla trattenuta in busta paga o sul cedolino. A richiedere il benestare all’azienda o all’Inps saranno la banca o la finanziaria e quindi saranno corresponsabili con il cliente per il rispetto delle scadenze. Verrà inviata loro una notifica del contratto di finanziamento. Il prospetto del finanziamento, ma soprattutto il contratto, devono contenere obbligatoriamente diversi dati: il tasso di interesse applicato; l’importo del mutuo e le relative condizioni; il numero delle rate comprensivo di importo e scadenze; le diverse spese extra come bolli e costi di gestione; il Tasso annuo effettivo globale; le coperture assicurative e le eventuali garanzie richieste.

Tra tutto ciò che si deve sapere sulla cessione del quinto risulta utile conoscere il funzionamento della delega e del rinnovo della cessione del quinto. La delega di pagamento è un prestito simile alla cessione del quinto, ma consente di raggiungere la quota dei due quinti del salario netto mensile ed è destinato ai lavoratori dipendenti pubblici e privati. In entrambe le soluzioni si può provvedere al rinnovo con apposita istanza. Si ridiscutono i termini del contratto e si allunga la durata, ottenendo ulteriore liquidità. La condizione, però, è quella di avere almeno ripagato il 40% del capitale ottenuto, altrimenti non è possibile avere alcuna proroga. Nel caso il contratto sia della durata di 60 mesi, si può avere una proroga prima di aver raggiunto la restituzione del 40% del finanziamento. Se invece si vuole estinguere il debito prima della scadenza si deve pagare una penale, solitamente l’1%. In alcuni contratti, però, si prevede l’assenza della penale, a fronte comunque del pagamento delle spese di estinzione e dei bolli. La polizza assicurativa, pagata con la prima rata, così come gli interessi vengono rimborsati per la parte non goduta. La cessione del quinto prevede anche il recesso, ma va espresso non oltre i 14 giorni dalla stipula, come stabilito dalla legge 229 del 2003. L’ultima nota da conoscere su questo tipo di prestito è che anche i cattivi pagatori e i protestati possono richiedere il mutuo, proprio perché il salario e la pensione sono la garanzia.